E voi ve li fareste 600 km con il kite?

Kite Trip

Ecco un nuovo modo di viaggiare, da preferire a treni ,aerei e limousine !!!

Il  Llituano Rimas Kinka, attualmente residente a Miami, è entrato nel libro dei Primati, riuscendo a percorre 600 km con il kite in 24h! Il record precedente, che ora è stato battuto, era di 216.56 miglia, raggiunto da Phillip McCoy Midler (USA) a maggio 2010.

 

Here’s a new way of travel, preferred to trains, planes and limousines!

Kinka Llituano Rimas, who lives in Miami, is entered in the Record books,  walking 600 km in 24 hours with the kite! The previous record, which has now been beaten, was 216.56 miles, reached by Phillip McCoy Midler (U.S.A. ) in May 2010.

We need 10-15 days in the sun to survive …

Kite Trip

and now … Winter has come! or maybe not?

Where to go for a  Kiting full immersion  with the right conditions for wave or freestyle?

Maybe without the suit or with just lycra for maximum protection from the sun!

Cape Verde, Brazil, South Africa? … Where exactly? We need your Help!

 

e ora… l’inverno è arrivato’! o forse no?

Dove andare per fare una full immersion di Kite e trovare le giuste condizioni sia per il freestyle che per il wave?

Magari senza Muta, al massimo la lycra per proteggersi dal sole!

Capo Verde, Brasile, Sud Africa?… Dove precisamente? Abbiamo bisogno dei vostri consigli e non vogliamo spendere una fortuna!

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i-Muscoli del kiter

Kite Brain

Prima di consigliarvi come allenarvi (in assenza di vento) da casa o in palestra vediamo assieme quali sono i principali muscoli che vengono adoperati nel kitesurf.

Premessa:

Il Kitesurf tiene in attività tutto il corpo, erroneamente si ritiene che durante l’andatura si sta fermi e la trazione dell’ala è concentrata solo nel trapezio.
In effetti quello che va valutato non è la sola navigazione ma tutto l’insieme del gesto atletico che coinvolge tutti i distretti muscolari, sopratutto nei primi tempi, dedicati prevalentemente all’apprendimento e che vedono indistintamente la partecipazione di tutte le aree muscolari.
Se consideriamo poi, la pratica del kitesurfing tra le onde e nell’esecuzione di trick complessi, la percentuale di muscoli coinvolti sale parecchio. In questo caso non è il solo muscolo ad essere reclutato, ma subentrano: la coordinazione muscolare, i tempi di reazione, la forza e l’abilità propriocettiva (la propriocezione rappresenta la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista).

Vediamo in dettaglio i principali muscoli impiegati e il loro ruolo:

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Gambe: Sono piuttosto sollecitate muscolarmente, durante l’apprendimento e per le frequenti lunghe camminate che si è costretti a sostenere, dovendo risalire la spiaggia per raggiungere il punto di partenza quando ci si è allontanati parecchio dallo spot iniziale.
Un’altra sollecitazione avviene sia durante le long distance che durante le impegnative session di waveriding.

Addominali: Sono sempre in tensione sia per stabilizzare il corpo che durante le prove di partenza dall’acqua e poi durante tutta la session in sinergia con i lombari.

Dorsali: Lavorano sempre, dato che sono in tensione continua per il trattenere con le mani la barra davanti a noi e gestirla nei vari comandi dati all’ala.

Pettorali: Lavorano insieme alle braccia per il lavoro di coordinazione dell’ala, sia durante la conduzione in mare che a terra nella gestione del kite.

Braccio – Avambraccio – Deltoidi: I tre distretti corporei si tengono in esercizio sempre: nella fase di montaggio dell’ala, nella gestione del kite in volo, lavorano durante la conduzione in mare per la gestione dell’ala. Sono impiegati per nuotare in caso di caduta dell’ala o rientro in spiaggia per avaria o altro incidente al kite.
Durante il rientro a piedi sulla battigia, con l’ala allo zenit e la tavola trasportata a mano, si ha la trazione dell’ala che si contrasta sia con le braccia che con tutto il corpo.

Schiena: La schiena è sempre sollecitata; nel tenere l’ala allo zenit, durante le prime fasi d’apprendimento e come punto d’applicazione delle forze scaricate dal trapezio.

Consigli utili:

  • Frequentare abitualmente una palestra per rafforzamento il tutto il corpo.
  • Dedicare del tempo alla forma aerobica per una resistenza cardiovascolare.
  • Incrementare le uscite in mare per allenare “sul campo” i vari distretti muscolari impiegati.
  • Col tempo affrontare, nelle nostre session, situazioni sempre più impegnative proprio per elevare la condizione fisica già preparata negli allenamenti indoor e in mare.
  • Effettuare prima e dopo della session in mare del riscaldamento o effettuando dello Stretching o una corsetta leggera (5 min) e/o degli esercizi a corpo libero.
  • Regolare le cinghie delle strap in modo tale da ridurre la tensione alle ginocchia.
  • Regolare bene intorno alla vita (trapezio seat o waist) per ridurre le sollecitazioni al cingolo pelvico. (Cingolo Pelvico: Parte dello scheletro che raccorda la colonna vertebrale agli arti inferiori).

Naturalmente per qualsiasi attività di palestra è sempre meglio affidarsi ad istruttori qualificati e secondo un training appropriato alle proprie capacità.
Una visita medico-sportiva poi sarebbe auspicabile sia per la pratica del Kitesurf che per quella di palestra.

Un altro consiglio è quello di affrontare le session impegnative per gradi, passando, per esempio, da 15 ai 25 nodi o dal cioppetto all’onda gradatamente, sia preparati fisicamente che con l’attrezzatura idonea ed efficiente.

Per maggiori info

Il vento dell’oceano

Kite Style

altro libro di Bambarèn

dopo le precendenti recensioni non poteva mancare “IL VENTO DELL’OCEANO” non solo per il titolo, ma in quanto altro autentico capolavoro tradotto in diverse lingue..

L’autore de IL DELFINO questa volta racconta la storia di un apposianato surfista (proprio come lui) dopo aver ritrovato il suo diario.

Un uomo cammina su una scogliera e guarda l’oceano cercando di ritrovare la serenità di quando, da piccolo, passeggiava in quel magico luogo accompagnato dalla mamma.

Improvvisamente si imbatte in un libriccino abbandonato su un sasso: è il diario scritto da un accanito surfista come lui… Ecco l’inizio di una storia che sa di mare, di ore passate tra il surf e una lettura ricca d’incontri ed esperienze interiori.

Dodici giorni e dodici notti passati da solo a “sentire” e “capire” aiuteranno il protagonista a rintracciare il linguaggio scomparso della Verità, i cui riflessi iridescenti sono visibili in un tramonto sul mare, nel ricordo vivissimo della propria madre o nel primo amore.

Lettura consigliata dai TPK ***

 Chi è Sergio Bambarén?
è un autore australiano, nato in Perù e vissuto molti anni negli Stati Uniti. Esperto surfista, sensibile alle battaglie ecologiste per la salvaguardia dei mari, ha scritto libri di grande successo, che evocano promontori sconosciuti, brezze d’oceano e cieli d’un azzurro assoluto.
E’ stato in Portogallo, in una meravigliosa spiaggia circondata da foreste di pini chiamata Guincho, che Sergio Bambarén ha scoperto il significato profondo dell’esistenza e ha trovato un amico davvero speciale: un delfino solitario che gli ha ispirato il primo romanzo, “Il Delfino”,  pubblicato a sue spese nel 1996.
Improvvisamente ogni cosa è cambiata nella sua vita: in Australia Il Delfino ha venduto più di 60.000 copie. Attualmente è stato tradotto in più di 25 lingue comprese il russo, il cantonese e lo slovacco.
La conoscenza dell’ambiente marino e la volontà di salvaguardare i cetacei, hanno reso Sergio Bambarén vice-presidente dell’Organizzazione Ecologica Mundo Azul (Blue World), e lo hanno spinto a viaggiare continuamente, nello sforzo costante di preservare gli oceani e le creature che li abitano.
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Vibes @Oktober Test

Kite Events

Aspettando il post sul Wave Contest di cui vi abbiamo anticipato qualcosa, torniamo sull’evento del mese scorso a cui abbiamo preso parte.
Ne avevamo già parlato qui, ma oggi ci ritorniamo per darvi un’altra chicca. Perché in questo video ci sono dei dettagli di cui non vi avevamo parlato. Un esempio?

Le tavole da SUP Surfdei e lo shaper Senigallese, le SailaVibes, sponsor onnipresente di tutte le manifestazioni 2011 italiane e infine…Happiness (ma di questo ne parleremo poi…)

Stay Tuned! Per ora, ALZATE IL VOLUMEEEE!!!